Posts Tagged ‘the company men,

16
Giu
11

THE COMPANY MEN

The company men è un film del 2010 diretto da John Wells che non vedremo in Italia, dove è stato distribuito solo in dvd. Interpretato da attori del calibro di Ben Affleck, Chris CooperKevin Costner e Tommy Lee Jones,  narra le vicende di tre dirigenti improvvisamente licenziati da una grossa Società statunitense in seguito al crollo economico del 2008. I tre reagiscono in modo diverso davanti all’impossibilità di garantire a sè e alla propria famiglia il precedente stile di vita  o poter far fronte ai debiti contratti. Il più giovane (Ben Affleck) è costretto a vendere l’auto e la casa per trasferirsi dai suoi genitori, accettando infine un lavoro di falegname offertogli dal cognato (Kevin Costner), dei due anziani uno (Chris Cooper) si dà all’alcool e poi si suicida, l’altro (Tommy Lee Jones) trova il modo di investire i suoi risparmi in una nuova impresa.  Queste tre vicende sono ricostruite dal regista in modo brillante, con dei flash di pochi minuti per ogni protagonista, che si susseguono a ritmo incalzante fino alla fine del film.

Wells non tenta di dare dei giudizi morali, anche se sono impliciti nella narrazione allorchè il principale azionista della Società decide di licenziare migliaia di persone piuttosto che prendere in considerazione altre alternative possibili.  Ma quello che è accaduto all’economia mondiale in questi ultimi anni, e chi ne ha fatto le spese e continua a garantire la cosiddetta “ripresa” con il proprio stato di disoccupazione o precarietà, è ben evidente dai grafici a fianco.

A fronte dei fautori della decrescita, l’economista di Harvard Benjamin Friedman ha dedicato un libro, dal titolo The moral consequences of economic growth, agli effetti morali della crescita economica. Egli afferma che periodi di bassa crescita economica o di recessione sono caratterizzati da fenomeni di  estremismo politico, xenofobia, assenza di innovazione,  di riforme economiche e sociali e di mobilità. In effetti, la crisi economica successiva alla prima guerra mondiale ha visto il fiorire dei totalitarismi, dallo stalinismo al nazismo al fascismo.  Al contrario, la crescita economica e la ricostruzione post seconda guerra mondiale hanno portato a società basate sul welfare e sulla offerta sempre maggiore di garanzie  e servizi sociali.

Attualmente, assistiamo al rifiorire di fenomeni di xenofobia e di contrapposizione sociale, soprattutto in Italia dove il tasso di crescità è bassissimo a causa del prezzo troppo alto dovuto alla corruzione e all’evasione fiscale. 

Friedman insiste sulla differenza di comportamento e di atteggiamento dei cittadini alle prese con problemi economici rispetto a coloro che godono di un certo benessere e di stabilità sociale. Sono queste le “conseguenze morali” della crescita economica che potrebbero portare la politica, ad esempio, di Cina ed India ad introdurre aperture democratiche e riforme sociali ben prima che lo sviluppo economico riguardi la totalità dei loro abitanti.

ENGLISH ARTICLE

INTERVIEW THE MORAL CONSEQUENCES OF ECONOMIC GROWTH




Blog Stats

  • 43,626 hits