Posts Tagged ‘steve olson,

01
Apr
12

OUT OF AFRICA

“Nescire autem quid ante quam natus sis acciderit, id est semper esse puerum” (Ignorare ciò che accadde prima che nascessimo, significa rimanere per sempre bambini) M. Tullio Cicerone, Orator ad M. Brutum, XXXIV, 120.

La lettura del libro del giornalista free lance Steve OlsonMAPPE DELLA STORIA DELL’UOMO, ripubblicato nel 2008 da Mondadori nella Biblioteca delle Scienze, ci aggiorna sui risultati degli studi sull’origine dell’uomo, resi possibili dalle conoscenze sul DNA e dal mappaggio del genoma umano.

 “La nostra propensione a suddividere la gente in categorie ha dato, nel corso della storia, un notevole contributo alla sofferenza degli uomini. Interi gruppi sono stati trucidati o fatti schiavi a causa del colore della pelle o al taglio degli occhi. Anche oggi quasi tutte le guerre che si hanno nel mondo si svolgono non tra nazioni ma tra gruppi separati da differenze spesso interpretate in termini biologici.”  Così esordisce il libro di Olson, un testo scientifico-divulgativo di rara chiarezza, che continua: La vicenda che sto per raccontare in questo libro ha avuto inizio in Africa, da qualche parte nelle praterie….”  Il resto si legge tutto d’un fiato, e consiste nella dimostrazione, su basi  scientifiche, che siamo tutti membri di un’unica famiglia, tutti legati tra di noi e tutti rivolti incessantemente verso un futuro sconosciuto.

E’ oramai indubbio che la nostra specie sia nata in Africa, ma è anche dimostrato dagli studi di genetica delle popolazioni che le quattro più importanti tappe dell’evoluzione umana si sono svolte nell’Africa Orientale, a non più di 800 km dal punto in cui l’Equatore attraversa il Continente:

– Circa 6 milioni di anni fa, una popolazione di scimmie antropomorfe africane si è divisa in due specie distinte, una di esse avrebbe portato alla nascita dell’uomo;

– Più di 4 milioni di anni fa una specie della linea evolutiva umana ha cominciato ad assumere la postura bipede;

– Circa 2 milioni di anni fa, una specie bipede con un cervello molto più sviluppato ha cominciato a modificare oggetti naturali per usarli come strumenti (genere Homo);

– Infine, tra 100.000 e 200.000 anni fa, è comparso, quasi certamente in Africa Orientale,  un tipo di Homo che potremmo definire anatomicamente moderno.

Il fatto straordinario è che lo studio del DNA mitocondriale umano (i mitocondri sono piccole strutture incluse nelle cellule che contengono particolari sequenze di DNA) dimostra che tutti i 6 miliardi di persone che popolano il pianeta discendono da un unico antenato.

La storia narrata da Olson continua fino al cambiamento delle abitudini umane, da cacciatore-raccoglitore a sedentario. Questo coincide con la comparsa dell’agricoltura, e quindi con l’addomesticamento di piante e animali. mezzaluna fertileStudi recenti dimostrano che la coltivazione dell’orzo e del farro è cominciata in un periodo tra 10.000 e 8.500 anni fa nelle regioni affacciate sul mediterraneo orientale, e molti credono che Gerico sia stata la prima città al mondo ad essere costruita allo scopo di accumulare scorte agricole (vedi mappa a fianco)

Ma se discendiamo tutti da un unico essere umano, come è stato possibile colonizzare tutti gli angoli del globo?

Anche a questa domanda hanno risposto i genetisti  (vedi cartina sotto o consulta articolo in inglese: Timing_the_first_human_migration_into_eastern_Asia ). Man mano che la popolazione aumentava avevano luogo importanti migrazioni, che a partire dell’Africa Orientale hanno raggiunto tutti i continenti. Lo studio del DNA mitocondriale dimostra, ad esempio, che i primi abitanti delle Americhe vi sono giunti migrando dall’Asia centrale e Orientale.

Il nostro DNA è troppo fittamente interconnesso perchè si possa utilizzare la biologia per giustificare quelle che in realtà sono discriminazioni sociali”: così conclude Olson, e mi pare veramente difficile essere in disaccordo.




Blog Stats

  • 41,966 hits