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27
Mar
13

Dostoevskij e i virtuosi Tedeschi

Dostoevskij“Ma andiamo”, gli risposi, “veramente non si sa ancora che cosa sia più ripugnante: la scandalosità russa oppure il metodo tedesco di accumulare capitali con l’onesto lavoro?”

[ ………………]

“Eppure preferirei vagar nomade tutta la vita in una tenda kirghisa”, esclamai, “piuttosto che prostrarmi davanti all’idolo tedesco.”

“Ma quale idolo?”, gridò il generale che ormai cominciava ad arrabbiarsi seriamente.

“Il metodo tedesco di accumulare ricchezze [ ] ovunque, in ogni casa, hanno il loro Vater  [Padre, n.d.r.], terribilmente virtuoso e insolitamente onesto. Onesto a tal punto che il solo avvicinarlo mette paura [….Ognuno di questi Vater ha la sua famiglia, e la sera tutti loro leggono ad alta voce libri istruttivi. Sulla casetta stormiscono olmi e castagni. Il tramonto del sole, la cicogna sul tetto, tutto è così straordinariamente poetico e commovente.dostoevskij_il giocatore

[….] Bene, ogni famiglia di questo tipo qui è tenuta dal Vater in stato di schiavitù e di sottomissione. Tutti lavorano come buoi e tutti accumulano quattrini come giudei. Supponiamo che il Vater abbia già messo insieme un bel gruzzolo di gulden e faccia conto sul figlio maggiore per lasciargli l’attività o il pezzetto di terra; per questo motivo non daranno la dote alla figlia e questa resterà zitella. Per lo stesso motivo venderanno il figlio minore come servo o come soldato e aggiungeranno il ricavato al capitale domestico. E’ tutto vero, qui si fa così; mi sono informato. E tutto questo lo si fa soltanto in nome dell’onestà, di un’onestà esasperata, al punto che lo stesso figlio minore crederà di essere stato venduto solo ed esclusivamente in nome dell’onestà: e la situazione è veramente ideale, quando è la stessa vittima a rallegrarsi del fatto che la stiano trascinando all’olocausto.

il giocatoreVolete saperne un’altra? C’è che anche per il figlio maggiore le cose non vanno meglio: ha una certa Amalchen, con la quale si è sentimentalmente unito, ma i due non possono sposarsi, perché non sono stati ancora accumulati gulden a sufficienza. E così anche loro aspettano con sincera morigeratezza e vanno all’olocausto con il sorriso sulle labbra. Intanto le gote di Amalchen si sono avvizzite; la ragazza sfiorisce. Finalmente,vent’anni più tardi, il patrimonio si è moltiplicato; i gulden sono stati accumulati onestamente e virtuosamente. Il Vater concede la sua benedizione al quarantenne primogenito e alla trentacinquenne Amalchen, dal petto avvizzito e dal naso rosso…Intanto piange, legge i suoi libri di morale e muore.

Il primogenito si trasforma a sua volta in un virtuoso Vater , e ricomincia la medesima storia. E così in capo a cinquanta o sessant’anni, il nipote del primo Vater avrà sicuramente messo insieme un capitale considerevole e lo lascerà a suo figlio, e questi ancora al suo, infine, dopo cinque o sei generazioni, spunterà il barone Rotschild in persona oppure la ditta Hoppe e soci o il diavolo sa chi.

Allora, non è forse un magnifico spettacolo? Un lavoro ereditario di cento o duecento anni, pazienza, intelligenza, onestà, carattere, fermezza, una cicogna sul tetto!

Che volete di più? Non c’è nulla di più elevato e così essi cominciano a giudicare il mondo dal loro punto di vista e a giustiziare immediatamente i colpevoli, vale a dire coloro che non sono simili a loro sia pure per un dettaglio. [….]

tratto da:

Il giocatore

di Fedor Michajlov Dostoevskij    (1866)




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