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15
Mar
11

CHECCO ZALONE: IL RITORNO DELL’IRONIA

“Cado dalle Nubi” e Che bella giornata sono i due film girati nel 2010 con protagonista  Checco Zalone (il suo vero nome è Luca Medici, ed è un barese di Capurso) che hanno battuto tutti  i record d’incasso, superando film come “La vita è bella“, “Avatar” e “Harry Potter”. “Chiedo scusa al maestro Benigni“, ha commentato Zalone: “Non è dai soldi che si misura il vero valore di un film, specie se ne prendi  pochi come nel mio caso. Quando a Hollywood si rincoglioniranno e mi daranno tre Oscar allora si potrà dire che l’ho superato”. I due film hanno ottenuto critiche molto positive dai giornalisti cinematografici, che non hanno esitato a parlare di “fenomeno”  Zalone che stravince ai botteghini, anche a causa della scarsa qualità degli altri cinepanettoni natalizi.

Quasi tutti hanno giustificato il fenomeno Checco Zalone con la mediocrità del pubblico italiano,  in preda a “decadimento culturale”, che affolla in massa le sale cinematografiche al solo scopo di passare una serata divertente, sbellicandosi dalle risate per la raffica di battute comiche, ed evitando  film più impegnativi e di maggior prestigio culturale . Niente di più sbagliato! I film di Zalone, la sua comicità, le sue battute, sono l’espressione di una profonda intelligenza, di una formidabile capacità di comprendere la realtà attuale, di “forzare”, sdrammatizzandole, situazioni culturali, politiche e religiose importanti, attuali e  drammatiche (si pensi all’attentato terroristico che costituisce il soggetto di “Che bella giornata”, o alla critica implicita al programma della Lega Nord in “Cado dalle Nubi”)  mettendo alla berlina con le armi dell’ironia e della satira il “vero” protagonista dei suoi film, che è la povertà del potere.

L’ironia (dal greco eironeia, che vuol dire “finzione, dissimulazione”) è stata definita il sistema immunitario della mente”, quasi un meccanismo di difesa, il parlare di qualsiasi argomento mettendone in rilievo gli aspetti ridicoli,  sovvertendo  in modo comico e divertente un problema reale. E Zalone è pienamente consapevole di questa sua  capacità.  Ad esempio, Checco in realtà si chiama Luca Medici, ma ha scelto il suo nome d’arte dal dialetto barese “Che cozzalone!”, che significa “Che contadinone, che tamarro, che cafone”. Se è riuscito così bene a prendere in giro se stesso,  è riuscito altrettanto bene a usare le armi dell’ironia e della satira mettendo in ridicolo personaggi, ambienti e costumi con toni comici e, in conclusione, con intenti moralistici.

Se qualcuno ha trovato esasperato il racconto di un’Italia descritta come paese di furbi e truffatori, dove le parentele e le raccomandazioni contano più delle capacità e dei meriti personali (“Ah, tu studi? Qua in Italia non serve a un c….o”,  inChe bella giornata” ) e dove essere  ignoranti non preclude la possibilità di presentarsi alle elezioni politiche o al Grande Fratello o all’Isola dei Famosi, può essere restato deluso e sconcertato dalla visione dei film di Checco. Se qualcun altro ha trovato diffamatoria la rappresentazione dei militari italiani non tanto come patrioti fedeli al proprio dovere, ma come gente comune alla ricerca di uno stipendio sicuro per poter estinguere il mutuo di casa, anche rischiando la vita in Afghanistan , non si è accorto che gli Italiani hanno ad esempio  una classe politica impresentabile e corrotta, che brinda al terremoto dell’Aquila, che assegna appalti poltrone e cattedre a parenti e prestanome, che ruba ed evade il fisco.

Nonostante ciò, la maggioranza degli Italiani è migliore di questi politici, se è vero che c’è chi accetta di stare in trincea  per essere d’aiuto alla famiglia, e chi continua a svolgere un lavoro  dignitoso e onesto (quando riesce a trovarlo). E’ la classe politica italiana il soggetto e la  vittima dei film e dell’ironia di Checco Zalone, e sono gli Italiani onesti che hanno tutto il diritto di sbellicarsi dalle risate per le sue esilaranti battute! Bravo Checco!




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