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16
Gen
16

Il boss mascherato

di Roberto Saviano

( estratto da la Repubblica del 16.01.2016)

(……)

Francesco Campanella è un collaboratore di giustizia. È stato braccio destro di Nino Mandalà, boss di Villabate (comune a 20 km da Palermo). È stato presidente del Consiglio Comunale di Villabate fino al 1999, anno in cui il Comune è stato sciolto per infiltrazioni mafiose. Nel 2000 divenne segretario nazionale dei giovani dell’Udeur. È ricordato soprattutto per aver procurato a Bernardo Provenzano la carta d’identità (“gli ho messo i timbri del comune, ero consigliere, per farlo espatriare”) che il boss utilizzò per uscire, e per aver invitato al suo matrimonio Clemente Mastella, che accettò. Io invece lo ricordo per aver messo in scena una finta guerra alla mafia e per essere anche riuscito a risultare credibile. Campanella ha raccontato di aver contribuito personalmente alla nascita di un Osservatorio permanente sulla criminalità, con il consenso di Mandalà e Provenzano, e di aver sponsorizzato la cittadinanza onoraria di Villabate al capitano Ultimo e a Raul Bova (“Ebbi quest’idea del premio a Raul Bova. […] Io mi resi conto che forse stavamo andando oltre e chiesi a Mandalà il permesso e lui lo chiese a Provenzano. E Provenzano disse ok, perché valutava positivamente di mischiarsi in questo alone, in questa paraculata”).

Questa “paraculata” serviva a dare alla mafia un pedigree antimafia. E poi ci sono imprenditori vicini ai clan che denunciano finte estorsioni. È il caso di Giuseppe Fontana, che ha finto di essere vittima dei casalesi per poter gestire indisturbato gli appalti per conto del clan. Lo dice Massimiliano Caterino, che è stato braccio destro di Michele Zagaria e cassiere del clan, ora collaboratore di giustizia. Questa pratica negli ultimi anni è stata utilizzata da diversi imprenditori: denunciare finte estorsioni e costituire associazione antiracket in alcuni casi è servito a bypassare l’ottenimento di certificati antimafia per ottenere commesse con la pubblica amministrazione.

Siamo abituati ai poliziotti infiltrati, ma contro i mafiosi infiltrati non abbiamo anticorpi. E non è facile riconoscerli, serve tempo, indagini, processi e soprattutto condanne, perché nulla è come sembra. I mafiosi non hanno coppola, non parlano dialetti incomprensibili. Sono identici a noi.

(…..)

L’uomo che ha smascherato la menzogna della guerra alla droga_theguardian_26dic2015

Articolo inglese originale (theguardian, 26.12.2015):

the guardian_16_12_2015_Roberto Saviano_ZeroZeroZero

zero zero zero

30
Dic
15

Analisi del 2015

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ecco un estratto:

Una metropolitana a New York trasporta 1 200 persone. Questo blog è stato visto circa 6.400 volte nel 2015. Se fosse una metropolitana di New York, ci vorrebbero circa 5 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

16
Nov
15

PARIS 13.11.2015

http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Nelson_Mandela-2008_(edit).jpg

Nelson Mandela en 2008

Nous sommes nés pour rendre manifeste la gloire de Dieu qui est au-dedans de nous.

Elle est en chacun.

Notre peur la plus profonde n’est pas d’être incapable.
Notre peur la plus profonde est d’être puissant au-delà de toute mesure.

C’est notre lumière, pas notre ombre, qui nous effraie le plus.

Nous nous demandons :
Qui suis-je pour être brillant, magnifique, talentueux et fabuleux ?

En fait, qui êtes-vous pour ne pas l’être ?
Vous êtes un enfant de Dieu.
Jouer petit ne rend pas service au monde.

Il n’y a rien de sage à vous rétrécir de telle sorte que les autres ne se sentent pas en danger à cause de vous.
Nous sommes nés pour rendre manifeste la gloire de Dieu qui est au-dedans de nous.
Elle est en chacun.

En laissant notre lumière briller, nous donnons incidemment aux autres la permission d’en faire autant.

Lorsque nous sommes libérés de notre propre peur, notre présence libère automatiquement  les autres.

Nelson Mandela (1994)

26
Set
15

CUCCIOLI

30
Apr
15

Ludovico Einaudi: Taranta Project (album)

Ludovico Einaudi, Taranta (dall’album Taranta Project, aprile 2015)

(FONTE: La Repubblica, 30 aprile 2015)

22
Gen
15

Socrate e la città essenziale

Platos-Republic-Plato

“E’ un sistema economico che ha tolto la persona dal centro e vi ha posto il dio denaro, invece, la principale causa della povertà”. (Papa Francesco, gennaio 2015)

 

 

 

 

 

 

 

 

Estratto del libro II di “Repubblica”  (“Politeia”) – Platone (365 a.C.)

…….

Socrate:

Anzitutto consideriamo questo tipo di organizzazione sociale. Quale altra occupazione avranno i cittadini, se non produrre cibo, vino, vestiti e calzature? E poi edificheranno case, lavorando d’estate indosseranno pochi vestiti e a piedi nudi, d’inverno invece si copriranno con indumenti e calzature. Si nutriranno estraendo la farina dall’orzo, cuocendo sul fuoco la farina di grano, impastandole serviranno focacce d’orzo e pane di grano su stuoie o su foglie pulite, sdraiati su giacigli di smilace e mirti, banchettando con i loro figli, bevendo vino, inneggiando agli dei con il capo cinto di corone; piacevolmente riuniti tra di loro, non genereranno figli se non li potranno mantenere, temendo la povertà e la guerra.

Glaucone:

A quanto sembra, tu fai mangiare questa gente senza companatico!

Socrate:

E’ vero, dimenticavo che essi avranno anche il companatico, cioè sale, olive, formaggio, cipolle, verdure, e metteranno a cuocere tutti i prodotti della terra, proprio come si fa in campagna. E pasticci di fichi, ceci e fave, e arrostiranno sul fuoco mirto e ghiande, bevendo con moderazione. Così passeranno la vita in pace e in buona salute, come è ovvio,  e moriranno di vecchiaia trasmettendo questo stile di vita ai loro discendenti.

Glaucone:

Socrate, se tu fondassi una città di porci, non li nutriresti allo stesso modo?

Socrate:

Come si potrebbe fare diversamente, Glaucone?

Glaucone:socrate

Secondo le usanze: chi non vuole stare scomodo, deve potersi sdraiare su un divano, e pranzare seduto a tavola, e cibarsi con condimenti e dolciumi, come avviene oggi.

Socrate:

Benissimo, ho capito. A quanto sembra, non stiamo parlando di una città basata sull’essenziale, ma di una città che vuol vivere nel lusso. Forse non è sbagliato: potrebbe essere utile una tale ipotesi perchè ci permetterebbe di capire  come nascono negli Stati la giustizia e l’ingiustizia.  A me sembra comunque che la città vera sia quella che abbiamo descritto, ed anche la più sana. Ma se volete, prendiamo in considerazione anche una città malata: niente ce lo impedisce. Credo che molte persone non saranno soddisfatte da questo tenore di vita, ma pretenderanno veri letti, tavoli e altri mobili, e molti vestiti, ogni tipo di condimento, profumi, unguenti, servitori, dolci, e tutto questo in grandi quantità. Quindi non possiamo più considerare essenziali solo le cose di cui abbiamo parlato prima, cioè case,  indumenti e calzature, ma anche la pittura, il ricamo, l’oro, l’avorio e tutte le materie preziose. Non è così?

Glaucone:

Certo.

Socrate:

Perciò la città dovrà essere più grande: quella essenziale e sana non è più sufficiente, ma ora va riempita di una massa di gente, alla quale il necessario non basta più: per esempio ci vorranno cacciatori e artisti, molti disegnatori e pittori, musicisti, poeti e i loro assistenti, cantori, attori, coreuti, imprenditori, artigiani di ogni specie, in particolare per la cura della bellezza femminile. E occorreranno anche domestici in gran numero,  e non credi che ci vorranno maestri, balie, nutrici, parrucchieri, barbieri, cuochi e macellai? Inoltre ci sarà bisogno anche di porcari: nella città essenziale non occorrevano, in questa invece sono necessari. E inoltre bestiame in gran quantità, per chi desidera cibarsene, non credi?

Glaucone:

E come no?

Socrate:

E avendo questo alto tenore di vita, ci sarà necessità di molti più medici rispetto a prima.

Glaucone:

Certamente molti di più.

Socrate:

E la terra, che prima bastava per tutti, diverrà insufficiente, non è vero?

Glaucone:

Proprio così.

Socrate:

Dunque dovremo cercare nuove terre nelle vicinanze, da poter coltivare e seminare per le nostre necessità, e i vicini dovranno fare altrettanto con le nostre terre, se anche essi si lasciano andare ad una vita di lusso, oltre i limiti dell’indispensabile.

Glaucone:

E’ proprio vero, Socrate.

Socrate:

E dunque dovremo dichiarare loro guerra,  Glaucone? o cos’altro?

Glaucone:

La guerra sarà inevitabile.

……………..

                                                                   (traduzione dal greco antico di L. Cucugliato)

bandiera grecia

 Testo greco classico originale: plato repubblica libro secondo estratto

 

Testo francese: platon_republiquebandiera-francia

Testo inglese:bandiera inglese Plato The Republic_Book 2

10
Dic
14

l’italia può farcela

L-italia-puo-farcelaIl nuovo libro del Prof. Alberto Bagnai, dal titolo “L’Italia può farcela” (Il Saggiatore, 2014),  è importante per diversi motivi.  Anzitutto per la chiarezza con cui spiega perchè non ci stiamo riprendendo dall’attuale crisi economica che sta attraversando l’Europa (la più lunga dal 1929),  perchè sia necessario per l’Italia riacquistare la propria “sovranità” monetaria (non farlo significherebbe essere “annessi” ai paesi più forti del Nord Europa, proprio come avvenne per il Sud dell’Italia quando fu “unificato” dal Piemonte),  ed anche per le soluzioni che propone (“politici” permettendo) per uscire dalla crisi.

Ogni pagina del libro è completata da grafici, riferimenti comparativi con tutta la storia dell’economia,  precise valutazioni di svariati indici economici, che ne fanno un testo fondamentale per chiunque voglia comprendere in quale abisso ci sta trascinando l’attuale sistema capitalistico, ormai libero da ogni tipo di vincolo dopo la dissoluzione dell’ex URSS (in tempi di guerra fredda, era d’obbligo – per il grande capitale – dimostrare di avere premura del benessere delle classi lavoratrici, al contrario di quello che avveniva nei paesi del socialismo “realbagnaie”).

Si capisce quindi perchè, dopo il crollo del muro di Berlino, e quindi nel corso degli anni ’90 del secolo scorso, il rapporto capitale-lavoro è stato completamente stravolto a favore del capitale, e  questo stravolgimento è stato contrabbandato come conseguenza dell’ingresso sul “mercato” di nuove potenze economiche, come la Cina.  Secondo questa teoria, pagare salari più bassi nell’Europa dell’Est o in Cina, è stata la causa della “rovina” dell’Occidente…quindi, occorre oggi adeguare – diminuendoli – i salari in Europa! In parole povere, la “globalizzazione sarebbe il primum movens della crisi economica attuale.

Bagnai dimostra che – prima della globalizzazione del mercato del lavoro – si è verificata la liberalizzazione del movimento dei capitali (con la Thatcher e con Reagan), che sono stati lasciati liberi di essere impiegati ovunque in qualsiasi parte del mondo. Questa libertà si chiama oggi “delocalizzazione, ed è Europe-vs-Great-Depressionquesto che sta facendo scomparire in Italia le PMI (piccole e medie imprese) che non possono reggere la concorrenza con le più grandi “Companies”  europee e nord-americane, le quali hanno i capitali per delocalizzare la propria produzione ed essere perciò competitive (in quanto assumono lavoratori sottopagati e sovrasfruttati) sul mercato internazionale.

Si tratta di una realtà che possiamo constatare ogni giorno, basta fare un acquisto via internet su Amazon o seguire la pubblicità in TV,  ma  molti di noi non perdono molto tempo a chiedersi il perchè e il percome, in quanto nessuno – come ha fatto da oltre due anni Alberto Bagnai – si ritiene talmente preparato in economia, testardo e intellettualmente libero,   per cui può dire con grande tranquillità “il re è nudo“, a proposito dell’unione monetaria europea!

Perchè – si chiede Bagnai – dopo la Seconda Guerra Mondiale una Europa distrutta materialmente ed economicamente, si riprese in meno di 15 anni (e alla Germania furono condonati i debiti della guerra che aveva scatenato)? Perchè le diverse Regioni Italiane (alcune in pareggio di bilancio, altre in rosso) non si fanno guerra tra loro? Che significato ha avuto il Piano Marshall per l’Europa? E a cosa serve il Fondo di solidarietà tra le varie Regioni Italiane?  Che senso ha l’Unione Europea se il più debole deve essere “acquistato” (se non vogliamo usare il termine”conquistato“) dal più forte?

Purtroppo la posta in gioco è altissima: non tanto il futuro della nostra generazione, ma quello delle prossime tre generazioni di italiani ed europei (i calcoli più ottimistici prevedono che solo nel 2023 potremo ritornare a livelli di welfare e di benessere simili a quelli di cui godevamo negli anni 1980-90).

Aprire gli occhi per tempo ( se resta ancora tempo) significa evitare prospettive di disoccupazione, emigrazione ed emarginazione sociale causate solo dalla nostra ignoranza e dalla volgare avidità del capitalismo internazionale. A tale proposito, per chi rey fig1conosce l’inglese è  molto utile le lettura di quest’articolo (rapporto tra libertà di movimento dei capitali, fissità del cambio e politica monetaria indipendente) in cui si dimostra che questi tre elementi (trilemma) si riducono a due (dilemma) in quanto non è possibile una politica monetaria indipendente se non si controlla sia il cambio che il movimento dei capitali (vedi grafico a lato). Ciò  dimostra ancora quanto possa essere difficile svincolarci unilateralmente dall’euro:

http://www.voxeu.org/article/dilemma-not-trilemma-global-financial-cycle-and-monetary-policy-independence

Se qualcosa può essere rimproverato a Bagnai, è di non aver reso il testo ancora più comprensibile anche da parte di chi non si è mai interessato di economia e finanza pubblica (tuttaviagrazie ad internet, oggi qualsiasi principio economico è ampiamente comprensibile, per esempio il logico rapporto che esiste tra sovranità monetaria e lavoro: se si è in deficit e  non si ha una propria moneta da svalutare in caso di bisogno,  c’è una sola alternativa: risparmiare sul costo del lavoro e sul welfare, dunque: licenziamenti e meno servizi).

 Significativa di quanto sopra detto è questa  lettera pubblicata sul  blog di Bagnai (riferita alla drammatica situazione della Grecia e alla difficoltà di spiegare con semplicità le cause della crisi):

 http://www.goofynomics.blogspot.it

Grecia: un esempio vale più di mille parole.

Il 08/12/2014 21:32, Federico ha scritto:Ciao Alberto, permettimi di darti del tu. Sto leggendo la versione completa del paper, l’ho scaricata dal sito di asimmetrie. Sono arrivato a pagina 8 del paper. Mi sto segnando i miei commenti e le miei opinioni.Pero volevo sapere fino a quando hai intenzione di aspettare prima di ritocarre il paper alla luce dei commenti dei lettori?Se mi dai tutta la settimana credo che potro’ mandarti un pdf con le annotazioni. Gia’ che ci sono ti scrivo altre due righe per raccontarti qualcosa. Ti ricordi l’intervista che facesti circa 2 o 3 anni fa ad una televisione regionale greca? L’avevi fatta per skype con una giornalista Greca  chiamata Kally”.Era (‘e ancora) una mia conoscenza,  mi aveva chiesto il nome di qualche professore italiano da intervistare, e io le avevo mandato la tua email. Se hai visto l’intervista quando tu raccontavi la drammatica situazione greca le facce degli ospiti in studio erano di complete stupore,  perche’ degli economisti intervistati eri l’unico a dirgli come di li a poco la loro situazione sarebbe peggiorata. Nessuno ti credeva. Ma anche la mia amica giornalista con cui avevo parlato un ora o due in skype credeva io fossi mezzo pazzo. Io in fondo le raccontavo quello che leggevo sul tuo blog, niente farina del mio sacco. Un poco lei ridacchiava, perche gli sembravo troppo apocalittico. Tempo fa l’ho risentita, disoccupata e adesso con una figlia. La cosa mi e’ molto dispiaciuta ovviamente. Pero quello che piu’ mi ha stupito ‘e che per tutto quello che e’ successo in Grecia lei non aveva ancora una spiegazione. Ovvero non capiva che diavolo stesse succedendo al suo paese perche’ la situazione andasse di male in peggio. In nessun momento ho ricordato la chiacchierata che ci facemmo perche’ sarebbe stato come infierire.Pero dal suo discorso in nessun momento vedevo la cognizione delle ragioni della crisi in Grecia, ovvero l’euro. Mi ha stupito perche’ sto parlando di una persona che reputo abbastanza intelligente, colta e preparata. L’ altra cosa che mi ha colpito ‘e il fatto che dicesse che ormai iniziasse ad avere paura del futuro,  diceva di essere spaventata per quello che ancora poteva succedere. Ecco, in Grecia sono in shock Economy completa, la gente sembra cosi spaventata che manco ha la forza di pensare.Solo te lo volevo raccontare e fartelo sapere. Un saluto Federico

Bagnai non è solo in Europa a individuare nell’indebitamento privato (e non nel “debito pubblico”) la causa principale della crisi economica. Nel suo libro è citato più volte Vitor Constancio, attuale vice-presidente della B.C.E. (Banca Centrale Europea) e quindi vice di Mario Draghi. Ma, al contrario di Draghi, Constancio è molto più esplicito.  Per una lettura integrale delle opinioni di Constancio, vedi:

http://www.rischiocalcolato.it/2014/01/vitor-constancio-la-crisi-europea-e-il-ruolo-del-sistema-finanziario.html

bretton woodsPer chi volesse cominciare a “studiare” per “capire”, suggerirei di partire da quest’articolo di Bagnai, pubblicato recentemente su http://www.asimmetrie.org in cui si paragona il sistema monetario fisso dell’eurozona con quello di Bretton Woods (che prevedeva dei correttivi):

http://www.asimmetrie.org/media/leurozona-e-la-lezione-di-bretton-woods/




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