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Dic
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l’italia può farcela

L-italia-puo-farcelaIl nuovo libro del Prof. Alberto Bagnai, dal titolo “L’Italia può farcela” (Il Saggiatore, 2014),  è importante per diversi motivi.  Anzitutto per la chiarezza con cui spiega perchè non ci stiamo riprendendo dall’attuale crisi economica che sta attraversando l’Europa (la più lunga dal 1929),  perchè sia necessario per l’Italia riacquistare la propria “sovranità” monetaria (non farlo significherebbe essere “annessi” ai paesi più forti del Nord Europa, proprio come avvenne per il Sud dell’Italia quando fu “unificato” dal Piemonte),  ed anche per le soluzioni che propone (“politici” permettendo) per uscire dalla crisi.

Ogni pagina del libro è completata da grafici, riferimenti comparativi con tutta la storia dell’economia,  precise valutazioni di svariati indici economici, che ne fanno un testo fondamentale per chiunque voglia comprendere in quale abisso ci sta trascinando l’attuale sistema capitalistico, ormai libero da ogni tipo di vincolo dopo la dissoluzione dell’ex URSS (in tempi di guerra fredda, era d’obbligo – per il grande capitale – dimostrare di avere premura del benessere delle classi lavoratrici, al contrario di quello che avveniva nei paesi del socialismo “realbagnaie”).

Si capisce quindi perchè, dopo il crollo del muro di Berlino, e quindi nel corso degli anni ’90 del secolo scorso, il rapporto capitale-lavoro è stato completamente stravolto a favore del capitale, e  questo stravolgimento è stato contrabbandato come conseguenza dell’ingresso sul “mercato” di nuove potenze economiche, come la Cina.  Secondo questa teoria, pagare salari più bassi nell’Europa dell’Est o in Cina, è stata la causa della “rovina” dell’Occidente…quindi, occorre oggi adeguare – diminuendoli – i salari in Europa! In parole povere, la “globalizzazione sarebbe il primum movens della crisi economica attuale.

Bagnai dimostra che – prima della globalizzazione del mercato del lavoro – si è verificata la liberalizzazione del movimento dei capitali (con la Thatcher e con Reagan), che sono stati lasciati liberi di essere impiegati ovunque in qualsiasi parte del mondo. Questa libertà si chiama oggi “delocalizzazione, ed è Europe-vs-Great-Depressionquesto che sta facendo scomparire in Italia le PMI (piccole e medie imprese) che non possono reggere la concorrenza con le più grandi “Companies”  europee e nord-americane, le quali hanno i capitali per delocalizzare la propria produzione ed essere perciò competitive (in quanto assumono lavoratori sottopagati e sovrasfruttati) sul mercato internazionale.

Si tratta di una realtà che possiamo constatare ogni giorno, basta fare un acquisto via internet su Amazon o seguire la pubblicità in TV,  ma  molti di noi non perdono molto tempo a chiedersi il perchè e il percome, in quanto nessuno – come ha fatto da oltre due anni Alberto Bagnai – si ritiene talmente preparato in economia, testardo e intellettualmente libero,   per cui può dire con grande tranquillità “il re è nudo“, a proposito dell’unione monetaria europea!

Perchè – si chiede Bagnai – dopo la Seconda Guerra Mondiale una Europa distrutta materialmente ed economicamente, si riprese in meno di 15 anni (e alla Germania furono condonati i debiti della guerra che aveva scatenato)? Perchè le diverse Regioni Italiane (alcune in pareggio di bilancio, altre in rosso) non si fanno guerra tra loro? Che significato ha avuto il Piano Marshall per l’Europa? E a cosa serve il Fondo di solidarietà tra le varie Regioni Italiane?  Che senso ha l’Unione Europea se il più debole deve essere “acquistato” (se non vogliamo usare il termine”conquistato“) dal più forte?

Purtroppo la posta in gioco è altissima: non tanto il futuro della nostra generazione, ma quello delle prossime tre generazioni di italiani ed europei (i calcoli più ottimistici prevedono che solo nel 2023 potremo ritornare a livelli di welfare e di benessere simili a quelli di cui godevamo negli anni 1980-90).

Aprire gli occhi per tempo ( se resta ancora tempo) significa evitare prospettive di disoccupazione, emigrazione ed emarginazione sociale causate solo dalla nostra ignoranza e dalla volgare avidità del capitalismo internazionale. A tale proposito, per chi rey fig1conosce l’inglese è  molto utile le lettura di quest’articolo (rapporto tra libertà di movimento dei capitali, fissità del cambio e politica monetaria indipendente) in cui si dimostra che questi tre elementi (trilemma) si riducono a due (dilemma) in quanto non è possibile una politica monetaria indipendente se non si controlla sia il cambio che il movimento dei capitali (vedi grafico a lato). Ciò  dimostra ancora quanto possa essere difficile svincolarci unilateralmente dall’euro:

http://www.voxeu.org/article/dilemma-not-trilemma-global-financial-cycle-and-monetary-policy-independence

Se qualcosa può essere rimproverato a Bagnai, è di non aver reso il testo ancora più comprensibile anche da parte di chi non si è mai interessato di economia e finanza pubblica (tuttaviagrazie ad internet, oggi qualsiasi principio economico è ampiamente comprensibile, per esempio il logico rapporto che esiste tra sovranità monetaria e lavoro: se si è in deficit e  non si ha una propria moneta da svalutare in caso di bisogno,  c’è una sola alternativa: risparmiare sul costo del lavoro e sul welfare, dunque: licenziamenti e meno servizi).

 Significativa di quanto sopra detto è questa  lettera pubblicata sul  blog di Bagnai (riferita alla drammatica situazione della Grecia e alla difficoltà di spiegare con semplicità le cause della crisi):

 http://www.goofynomics.blogspot.it

Grecia: un esempio vale più di mille parole.

Il 08/12/2014 21:32, Federico ha scritto:Ciao Alberto, permettimi di darti del tu. Sto leggendo la versione completa del paper, l’ho scaricata dal sito di asimmetrie. Sono arrivato a pagina 8 del paper. Mi sto segnando i miei commenti e le miei opinioni.Pero volevo sapere fino a quando hai intenzione di aspettare prima di ritocarre il paper alla luce dei commenti dei lettori?Se mi dai tutta la settimana credo che potro’ mandarti un pdf con le annotazioni. Gia’ che ci sono ti scrivo altre due righe per raccontarti qualcosa. Ti ricordi l’intervista che facesti circa 2 o 3 anni fa ad una televisione regionale greca? L’avevi fatta per skype con una giornalista Greca  chiamata Kally”.Era (‘e ancora) una mia conoscenza,  mi aveva chiesto il nome di qualche professore italiano da intervistare, e io le avevo mandato la tua email. Se hai visto l’intervista quando tu raccontavi la drammatica situazione greca le facce degli ospiti in studio erano di complete stupore,  perche’ degli economisti intervistati eri l’unico a dirgli come di li a poco la loro situazione sarebbe peggiorata. Nessuno ti credeva. Ma anche la mia amica giornalista con cui avevo parlato un ora o due in skype credeva io fossi mezzo pazzo. Io in fondo le raccontavo quello che leggevo sul tuo blog, niente farina del mio sacco. Un poco lei ridacchiava, perche gli sembravo troppo apocalittico. Tempo fa l’ho risentita, disoccupata e adesso con una figlia. La cosa mi e’ molto dispiaciuta ovviamente. Pero quello che piu’ mi ha stupito ‘e che per tutto quello che e’ successo in Grecia lei non aveva ancora una spiegazione. Ovvero non capiva che diavolo stesse succedendo al suo paese perche’ la situazione andasse di male in peggio. In nessun momento ho ricordato la chiacchierata che ci facemmo perche’ sarebbe stato come infierire.Pero dal suo discorso in nessun momento vedevo la cognizione delle ragioni della crisi in Grecia, ovvero l’euro. Mi ha stupito perche’ sto parlando di una persona che reputo abbastanza intelligente, colta e preparata. L’ altra cosa che mi ha colpito ‘e il fatto che dicesse che ormai iniziasse ad avere paura del futuro,  diceva di essere spaventata per quello che ancora poteva succedere. Ecco, in Grecia sono in shock Economy completa, la gente sembra cosi spaventata che manco ha la forza di pensare.Solo te lo volevo raccontare e fartelo sapere. Un saluto Federico

Bagnai non è solo in Europa a individuare nell’indebitamento privato (e non nel “debito pubblico”) la causa principale della crisi economica. Nel suo libro è citato più volte Vitor Constancio, attuale vice-presidente della B.C.E. (Banca Centrale Europea) e quindi vice di Mario Draghi. Ma, al contrario di Draghi, Constancio è molto più esplicito.  Per una lettura integrale delle opinioni di Constancio, vedi:

http://www.rischiocalcolato.it/2014/01/vitor-constancio-la-crisi-europea-e-il-ruolo-del-sistema-finanziario.html

bretton woodsPer chi volesse cominciare a “studiare” per “capire”, suggerirei di partire da quest’articolo di Bagnai, pubblicato recentemente su http://www.asimmetrie.org in cui si paragona il sistema monetario fisso dell’eurozona con quello di Bretton Woods (che prevedeva dei correttivi):

http://www.asimmetrie.org/media/leurozona-e-la-lezione-di-bretton-woods/


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