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Mag
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Il fimo è pane

il fimoChe cosa potrebbe mai accomunare tre scrittori italiani, Renato Fucini (toscano, 1843-1921), Tommaso Fiore (pugliese di Altamura, 1884-1973), Carmine Cucugliato (salentino, 1923-2000)? E’ presto detto:  la civiltà contadina della prima metà del secolo scorso. fucini_renato E le caratteristiche prevalenti del popolo contadino erano allora comuni in quasi tutte le parti d’Italia:  l’estrema povertà e l’arretratezza sociale. Tanto che la raccolta del letame, detto anche sterco o fimo, lasciato sulle strade dal passaggio dei cavalli,  era un’evenienza quotidiana. Il letame era considerato  allora  una “grazia di Dio” – come sembra strano ora, vero? – in quanto “res nullius e quindi disponibile per chiunque lo trovasse per primo.tommaso_fiore_sindaco_di_altamura_nel_1921

Renato Fucini e Tommaso Fiore:

Renato Fucini e Tommaso Fiore_Brevi biografie

In una  scena del film di Alessandro BlasettiAltri tempi” (1952),  tratta da un testo di Renato Fucini, due contadini toscani (uno è interpretato da Arnoldo Foà) litigano e si azzuffano per un mucchio di letame: era una “questione d’interesse“. Siamo agli albori del neorealismo. Questo episodio  è riportato  qui:

Episodio: Questione d’interesse, dal film ALTRI TEMPI, regia di Alessandro Blasetti (1952)

Carmine Cucugliato ricorda quei tempi, in cui il letame si raccoglieva nelle strade riponendolo in dei “panieri”, nella poesia “Il fimo è pane“, riportata sopra, tratta dalla sua raccolta “Poesie“, con l’introduzione del grande meridionalista Tommaso Fiore, autore di Un popolo di formiche” e deIl cafone all’inferno”. In queste due opere Fiore descriveva come le formiche (i cafoni pugliesi), lavorando instancabilmente,  avessero trasformato la fascia della costa pugliese, da un ammasso di sterili sassi in un rigoglioso giardino di mandorli, ulivi e viti con una attenta analisi del contrasto secolare tra proprietari terrieri, contadini e braccianti.

Così T. Fiore, che aveva personalmente conosciuto e apprezzato Carmine,carmine cucugliato foto 1986 ne tratteggiava la figura nell’Introduzione a “Poesie“:C’è sempre qualcosa in chi prende la penna, che determina la via dello scrittore: ed ecco come dell’animo meridionalista di questo ex cafone del Salento, si è detto che è nato artista dal fatto stesso di essere stato per 14 anni a fare il pastorello per le magre sierre salentine….che gli ha permesso di conoscere l’anima della sua gente e gli sforzi e gli stenti durati nell’impari lotta con la terra ingrata…Queste atrocità della vita fino a molti anni fa nelle masserie di tutta quanta la Puglia, dalla Capitanata in giù, le ho constatate con i miei occhi dopo la fine della  guerra mondiale…Tanto meno poteva trascurarle questo scrittore, che vi era vissuto in mezzo nella sua dolorosa fanciullezza”.

Un ringraziamento  a Giovanni Paladini per aver analizzato e commentato la poesia Il fimo è pane, cogliendone in particolare alcuni aspetti commoventi:

”  E la disperazione del girovago aumenta sino a portarlo ad asserire: “ed il paniere non l’empivo mai”. […….]  il bambino cercatore d’oro-fimo-pane passa dal buio alla luce, dallo sconforto alla gioia. Il miracolo lo compie un cavallo bianco. Un cavallo bianco proprio come nelle fiabe dal lieto fine: i principi azzurri fanno salire sul loro destriero dolci fanciulle alle quali si uniranno con un amore eterno. Nella poesia di Carmine Cucugliato non manca il lieto fine: l’oro proveniente dal grembo del cavallo riempie in un sol colpo i cinque panieri. Manca il principe azzurro. Il cavallo bianco, quasi sicuramente, tirava un carretto che si dirigeva verso la campagna. Non manca l’azzurro: è quello del cielo dal quale cadevano “quelle palline d’oro fumeggianti” nell’ora mattutina.[ ….. ] La consegna da parte sua dei cinque panieri di fimo seguita immediatamente da quella da parte della mamma: una “frisella d’orzo grigio-perla” quale compenso per il buon lavoro svolto.  Nei tre versi conclusivi ancora un insegnamento, questa volta direttamente dalla mamma:    « Figliuolo, impara, mi dicea pensosa / bisogna lavorare per campare: / pel povero anche il fimo fa da pane ».

Commento integrale di Giovanni Paladini a “Il fimo è pane“:

Analisi e commento di G_Paladini

Carmine Cucugliato_Biografia

 


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