11
Ago
12

IL PIATTO DI HARVARD

Si chiama ‘Healthy eating plate’, ed è una guida illustrata realizzata dagli esperti di nutrizione della Harvard School of Public Health. Secondo gli esperti di Harvard la ‘Healthy eating plate’ si basa sulle migliori evidenze scientifiche disponibili e fornisce ai consumatori le informazioni di cui hanno bisogno per fare scelte “che possono influenzare profondamente la nostra salute e benessere”.

COMMENTO DI PIERO CUCUGLIATO

“….. come vedi, anche se molto lentamente, … eppur si   muovono!

le indicazioni delle autorità internazionali, con molta fatica e   resistenze, si stanno orientando verso una dieta mediterranea “antica”,   “contadina”, “povera”, “vegetariana” e “quasi vegana”.

Non possono arrivare ad una dieta vegetariana o vegana assoluta per un   solo motivo: la vitamina B12.

è l’unico elemento che non può essere acquisito dai cibi vegetali, ma   solo dagli animali (il pesce azzurro va benissimo, ma basta un piatto di cozze   nere o vongole a settimana o un’acciuga!!).

Come vedi, tra le fonti proteiche non vengono citati il latte ed i   latticini. Allora perchè mangiarli se sono ricchi di grassi dannosi e dobbiamo   scegliere quelli magri o, peggio, “scremati”   chimicamente?? insistono ancora sui latticini, perchè è   difficile convincere il pubblico e i medici occidentali che si può vivere   senza il calcio dei latticini. In realtà se vai a vedere il fabbisogno quotidiano di calcio ed il   contenuto dello stesso nei latticini, è evidente che l’obiettivo viene   raggiunto solo “col binocolo”!!!

C’è solo un alimento che lo può garantire: il   tofu!!!

In conclusione: mi piace sempre tanto la piramide (se ti piace di più   la forma del piatto, va bene uguale!), quella che mi hai presentato tu tempo   fa, la orientale (significa che è stata studiata per il palato degli   orientali! – ma perchè? non abbiamo lo stesso metabolismo? oppure ciò che fa   bene a loro fa male a noi???).

Te la ripropongo: non da l’idea di una mediterranea-vegetariana con   quei polli o uova una volta a settimana e la carne rossa una volta al   mese??? I latticini sono semplicemente “spariti”!!!! solo pesce e molluschi   resistono, ma non necessariamente ogni giorno (e considera che i molluschi non   sono affatto “carne”).


2 Responses to “IL PIATTO DI HARVARD”


  1. 1 MarcoTV
    2 dicembre 2012 alle 19:51

    salve, leggo: “Come vedi, tra le fonti proteiche non vengono citati il latte ed i latticini. Allora perchè mangiarli se sono ricchi di grassi dannosi e dobbiamo scegliere quelli magri o, peggio, “scremati” chimicamente??”.

    è vero che non sono citati tra e fonti proteiche, ma non ne è escluso l’uso (al paragrafo “drink water” c’è scritto “limit milk\dairy”, non c’è scritto di non assumerli).

    • 3 dicembre 2012 alle 17:54

      MarcoTV è un attento lettore e, a quanto pare, non gli sfugge niente!!!! … Bravo!

      tuttavia, mi permetto di far presente come negli ultimi 20 anni si stia assistendo ad una rivoluzione drammatica nelle linee guida per un’alimentazione non solo sana, ma, altresì, preventiva e, anzi, ancora di più, terapeutica (considerando che l’alimentazione che il mondo occidentale ha seguito fino ad ora, e che ha promosso in tutto il mondo, si è rivelata disastrosa per la salute). Oggi, grazie anche a quel tipo di alimentazione “western”, ci troviamo nella necessità di dover “esagerare” nella direzione opposta: non basta più consigliare di ridurre i grassi saturi, perchè siamo già tutti iperlipemici e dismetabolici. Non basta più ridurre da 20:1 (36:1 secondo alcune fonti) a 5:1 il rapporto omega6 / omega3, perchè siamo già tutti infiammati cronici. Oggi comincio a sentir parlare (e non solo da Campbell) di “eliminare” i grassi saturi e di “invertire” il rapporto omega 6 /omega3!!!

      E’ vero: non c’è scritto di “eliminare” i latticini, così come non c’è scritto di eliminare la carne, ma, se si guarda l’insieme degli studi e la direzione di marcia delle linee guida nel tempo, se si considerano le enormi resistenze che i redattori delle linee guida stesse devono aver affrontato, beh!, quel “limit milk\dairy”, senza alcuna specificazione di “a quanto limitare”, di un limite minimo, mi lascia …. pensare!
      Piero


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


Blog Stats

  • 42,218 hits