05
Nov
11

La sfida globale di Hillary Clinton

“In democracies, respecting rights isn’t a choice leaders make day-by-day, it is the reason they govern.” — Secretary of State Hillary Rodham Clinton

Il titolo di copertina del numero 2/2011 dei Classici di  “liMes, rivista italiana di geopolitica, è questo: Dream Over. L’America torna a casa. Dai sogni imperiali al realismo di Obama la superpotenza che si pensava mondo si scopre potenza normale.Gli articoli che riporta sono datati (dal 1993 al 2009) e scritti da esperti internazionali di geopolitica.

Ma è proprio vero che l’America di Obama sta progressivamente esaurendo il  ruolo di superpotenza globale, disinteressandosi dei problemi della vecchia Europa e tendendo ad un nuovo isolazionismo? Credo proprio che sia vero il contrario, e che anzi uno dei problemi più seri causati da vent’anni di berlusconismo sia stata la costante disinformazione e il ripiegamento degli spiriti liberi su problematiche tutte italiane.

Così è riportato nel Rapporto 2010 sul Rispetto dei Diritti Umani a cura del Dipartimento di Stato Americano, retto da  Hillary Clinton (non c’è necessità di tradurre in italiano, tanto è comprensibile):

2010 Country Reports on Human Rights Practices 

ITALY …… Prime Minister Silvio Berlusconi’s family holding company, Fininvest, held a controlling share in the country’s largest private television company, Mediaset; its largest magazine publisher, Mondadori; and its largest advertising company, Publitalia. His brother owned one of the country’s nationwide dailies, Il Giornale. Italian media organizations tended to reflect the point of view of their proprietors, whether a political party or a business  entity.  Freedom House’s 2010 report noted “increased government attempts to interfere with editorial policy at state-run broadcast outlets.” During the year, the National Federation of the Italian Press criticized some instances of what it described as excessive restrictions on freedom of expression .”

ITALY 2010 State gov report (rapporto completo in inglese)

Ma cosa sta avvenendo nel restante mondo? Qual’è la politica estera americana dopo gli anni bui dell’amministrazione Bush?

In un’intervista del 1996 (ben prima dell’11 settembre 2001), dal titolo “Per noi l’Italia è più importante di prima“, ripubblicata sul numero citato di liMes, l’allora Presidente Bill Clinton, marito dell’attuale Segretario di Stato, rispondeva: …là dove i nostri interessi e i nostri ideali lo richiedono, e quando abbiamo la possibilità di lasciare il segno, noi agiremo e se necessario assumeremo il ruolo di leader….. In particolare, siamo decisi a continuare ad assecondare la marea crescente della democrazia e del libero mercato in ogni continente. Questo rispecchia non soltanto i nostri ideali, ma anche i nostri interessi. Se un paese è democratico, vi sono meno probabilità che muova guerra ad un altro paese o commetta abusi nei confronti dei diritti del suo popolo…”

Basta guardare alla primavera araba, al destino  dei vari Gheddafi,  Mubarak, ecc. (vedi cartina) per comprendere che, ben lungi dal “tornare a casa”, l’America guidata da Hillary Clinton in politica estera, sta rafforzando il proprio ruolo globale con una politica intelligente e mirata, basata principalmente sulla diffusione delle idee mediante internet  e i nuovi mezzi di comunicazione (computer, telefonini ecc.)  disponibili ormai su base planetaria. Senza tali mezzi, e senza l’assistenza militare USA-NATO,  non ci sarebbe stata la “primavera araba”.

Come ha ribadito anche recentemente la stessa Clinton: “On February 15, 2011, Secretary Clinton reconfirmed the U.S. commitment to global Internet freedom in an address at George Washington University in Washington, DC. In last year’s speech, the Secretary identified the defense of a free, open, and interconnected Internet as a U.S. foreign policy priority. The State Department works to advance Internet freedom as an aspect of the universal rights of freedom of expression and the free flow of information.”

La Clinton lavora incessantemente con il suo staff, anche tramite molte organizzazioni internazionali – tipo http://www.mwomen.org/ -,  alla  diffusione delle nuove tecnologie e al progresso della condizione femminile in tutti i paesi del mondo.

Una politica italiana di alleanze “innaturali” basate esclusivamente su interessi economici (con Gheddafi, con Putin ecc.), ha portato l’Italia  a trascurare la solida partnership Europa-Usa instauratasi dopo la seconda guerra mondiale, e quindi al suo progressivo isolamento internazionale.  L’ America del dopo 11 settembre non poteva accettare tanta ingratitudine da una nazione europea che ha una posizione strategica come l’Italia,  (ricordiamo che senza i soldati americani prima, e senza il Piano Marshall poi,  l’Europa e l’Italia non avrebbero potuto affrontare la ricostruzione post-bellica), e dopo aver usato le  basi italiane contro il dittatore libico, sta utilizzando il mercato finanziario europeo  per isolare e destituire Berlusconi e riportare l’Italia nel suo naturale contesto di alleanze.

E’ perciò da stupidi pensare che l’Azienda italiana (Area Spa) che – secondo Bloomberg – sta aiutando i servizi siriani di Assad ad installare un sofisticato sistema per “intercettare, leggere e catalogare ogni email o altra comunicazione in entrata o in uscita dal Paese”,  possa servire a fermare le rivolte arabe proprio quando si profila all’orizzonte la ben più grave minaccia di una guerra all’Iran di Achmedinejad. E solo uno stupido può sottovalutare la determinazione americana e quella personale di Hillary Clinton di rafforzare i movimenti democratici e la leadership internazionale degli Stati Uniti.


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