23
Ott
11

L’ECONOMISTA MASCHERATO

 Il libro di Tim Harford, L’Economista mascherato, ripubblicato recentemente nella collana I Saggi della rivista Focus, aveva – nell’edizione originale inglese The Undercover Economist – un divertente sottotitolo: ” Perchè i ricchi sono ricchi, i poveri sono poveri e perchè non potrai mai acquistare un’auto usata  decente!”.

Tim Harford è un giovane economista-giornalista del Financial Times e vive a Londra. Il suo libro ha già venduto un milione di copie in tutto il mondo ed è stato tradotto in 30 lingue.  Un simile  successo ha due buone spiegazioni: la facilità di lettura e le plausibili spiegazioni proposte per i fenomeni economici, dai più semplici ai più complessi.

E’ un libro – scrive Harford nell’introduzione – su come gli economisti vedono il mondo: anche la consumazione al bar di un semplice caffè o di un cappuccino, nasconde una serie di fatti che un economista è subito in grado di individuare: ” dietro quelle tazze di caffè può esserci chi ha fatto un sacco di soldi, chi nient’altro che miseria, o chi vi fa i conti in tasca per trarne profitto. L’economista sa dirvi chi intascherà che cosa, come e perchè.”

Dal prezzo del caffè, Harford affronta in altri capitoli problemi molto più importanti, legati tra loro dalle perverse storture della logica del profitto: si parla di spesa pubblica, dei motivi del miracolo cinese, di e-commerce e di globalizzazione. Ricorrendo alle teorie di economisti come Ricardo o alla Teoria dei giochi, Harford rivela con garbata ironia le logiche che regolano il mondo del business, dalla spesa fatta al supermercato alle grandi speculazioni finanziarie.

Uno dei trait d’union tra i vari capitoli del libro è rappresentato da quella che gli economisti chiamano informazione asimmetrica. Questa si realizza allorchè qualcuno è meglio informato del proprio concorrente o cliente. Le informazioni riservate o imperfette producono gravi anomalie in quasi tutti i settori dell’economia (sanità, turismo, finanza, commercioe nelle decisioni della classe politica e della burocrazia amministrativa. 

Ecco come Harford spiega un esempio particolarmente serio di informazione asimmetrica, cioè il rapporto tra il medico (che è in possesso delle informazioni sulla malattia  e sulla terapia) e il paziente (che non ha queste conoscenze, ma si deve fidare del medico che ha scelto):  “Una cosa è consultare una guida per scoprire come passare le vacanze. Un’altra consultare una guida per trovare un cardiochirurgo. Eppure il problema informativo di fondo è lo stesso che devono affrontare i vacanzieri. I pazienti cercano di saperne di più su quali medici sono più famosi, quali tecniche hanno il più alto indice di riuscita e quali ospedali garantiscono le migliori cure rianimatorie. Comunque quasi tutti sono costretti ad ammettere di non avere la più pallida idea se il loro medico sia bravo o meno.”

Ecco perchè la maggior parte di noi ricorre al parere di esperti, o a riviste specializzate, o a ricerche su internet allorchè si tratta di avere accesso ad informazioni “riservate” sulla qualità di un prodotto che intendiamo acquistare, o sulla bontà di un investimento, o sul migliore chirurgo in circolazione. E’ molto più difficile che i politici mettano al corrente la popolazione di tutte le informazioni cui possono avere accesso e che potrebbero rivelare i motivi reali delle loro scelte.

Ma non tutto è così semplice, anzi ci troviamo di fronte a sistemi complessi, che dobbiamo affrontare innanzitutto guardando con sospetto coloro che  credono di possedere la soluzione certa per ogni problema, ciò che Harford definisce Il Complesso di Dio. Egli nota un legame sorprendente tra i sistemi che hanno avuto  successo: sono stati costruiti attraverso tentativi ed errori.

Ma su quest’ultimo argomento possiamo vedere e ascoltare direttamente Tim Harford  in un brillante discorso al TEDGlobal 2011 (sottotitoli in italiano), in cui ci chiede di  cominciare a fare errori migliori.  Clic su:

  http://www.ted.com/talks/lang/ita/tim_harford.html


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