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IL MONDO PIU’ NUOVO DI ROBERT KENNEDY

Nel 1968 Robert F. Kennedy, fratello del Presidente americano assassinato a Dallas, aveva 42 anni ed era candidato alla Presidenza degli Stati Uniti. Fu ucciso a giugno di quello stesso anno, in un Hotel di Los Angeles.  Parte dei suoi pensieri e discorsi sono raccolti nel volume Vogliamo un mondo più nuovo (To seek a newer world) che divenne ben presto il manifesto delle giovani generazioni di tutto il mondo e il testo chiave di una grande svolta americana.

Democrazia in America Latina, giustizia sociale in Africa, eliminazione dei ghetti negri negli Stati Uniti, controllo delle armi atomiche, pace in Vietnam, dialogo con il comunismo cinese, gap generazionale, ecc. erano i temi principali del libro di Kennedy,  e molte delle sue proposte sono state poi concretamente attuate nei decenni successivi.

Nelle ultime pagine di Vogliamo un mondo più nuovo, Robert Kennedy condensava la sua concezione di coraggio morale e dell’importanza dell’azione di ogni singolo individuo nel partecipare alla creazione di una nuova società.  Le sue parole, oltre che attuali, possono rappresentare ancora oggi il manifesto per chi abbia voglia di impegnarsi nel cambiamento. Eccone un estratto:

…Prima di tutto c’è il pericolo del  senso di inutilità, di credere cioè che l’individuo da solo non possa far nulla contro la massa enorme dei mali che affliggono il mondo, contro la miseria e l’ignoranza, l’ingiustizia e la violenza. Eppure molti grandi movimenti di pensiero e di azione sono frutto dell’opera di un solo uomo. Un giovane monaco diede inizio alla riforma protestante, un giovane generale conquistò un impero che si estendeva dalla Macedonia ai confini del mondo  e una giovane donna riscattò il territorio della Francia. Il Nuovo Mondo è stato scoperto da un giovane esploratore italiano ed è stato il trentaduenne Thomas Jefferson a proclamare che tutti gli uomini nascono uguali….

…Pochi saranno grandi abbastanza per forgiare la storia, ma ciascuno di noi può dare il proprio piccolo contributo per mutare gli eventi, e l’insieme di questi contributi sarà la storia di questa generazione. Migliaia di volontari cambiano in decine di paesi la realtà dei villaggi isolati e di slums cittadini. Migliaia di uomini e di donne sconosciuti hanno combattuto in Europa nella resistenza contro i nazisti e molti di essi sono morti, contribuendo tutti assieme a porre le basi della libertà nei loro paesi. Tutta la storia umana è fatta di innumerevoli atti individuali di coraggio e di fede. Ogni volta che qualcuno si erge in difesa di un ideale o agisce per migliorare il destino altrui o lotta contro l’ingiustizia, diffonde una piccola onda di speranza. L’incontro di tutte queste onde…forma una corrente che può travolgere le più imponenti muraglie erette dall’oppressione e dalla reazione.

Il secondo pericolo è rappresentato dall’opportunismo di chi afferma che speranze e ideali devono inchinarsi di fronte alle esigenze del momento….Gli ideali, le aspirazioni più elevate, le convinzioni più profonde non sono incompatibili con i programmi più concreti ed efficaci…operare senza la guida dei valori morali fondamentali non significa essere realistici e concreti, ma completamente folli, perchè non si tiene conto della realtà della fede, dei sentimenti e degli ideali umani che, in ultima istanza, sono forze più potenti di tutti i calcoli degli economisti e dei generali.

Un terzo pericolo è rappresentato dalla mancanza di coraggio. Pochi sono disposti a sfidare la disapprovazione del prossimo, le critiche dei colleghi, la collera della società. Il coraggio morale è un lusso più raro del coraggio in battaglia o della grande intelligenza. Eppure è la dote essenziale, vitale per chi cerca di cambiare un mondo che è tanto riluttante a cambiare…Credo che nella generazione attuale chi ha il coraggio di combattere nella lotta per la giustizia, troverà compagni in ogni angolo della terra.

Per i fortunati, il quarto pericolo è il benessere, la tentazione di seguire i sentieri noti e agevoli dell’ambizione personale e del successo finanziario…Ma non è questa la strada che la storia ci assegna…tutti noi saremo alla fine giudicati e, man mano che gli anni passano, ci giudicheremo certamente anche da soli, in base al contributo che abbiamo dato all’edificazione di una nuova società e alla misura in cui abbiamo rispettato i nostri ideali e i nostri obiettivi nel dare quel contributo.

Forse il nostro futuro non è prevedibile, ma non sfugge completamente al nostro controllo. E’ inerente all’impulso creativo dell’America che esso venga determinato non dal fato, non dalla natura o dalle forze irresistibili della storia, ma dal lavoro delle nostre mani, usando la ragione e rispettando i principi ideali. E’ una frase immodesta, persino arrogante. Ma riflette anche esperienza e verità. In ogni caso, è l’unico modo in cui siamo capaci di vivere.”  (Robert F. Kennedy)


1 Response to “IL MONDO PIU’ NUOVO DI ROBERT KENNEDY”


  1. 1 RIfacciamo questa società
    18 aprile 2012 alle 18:01

    Fantastico, ciò che diceva quest’uomo è oro, internet è una risorsa mondiale, risorsa di cui tutti possiamo sfruttarne le capacità, il brutto è che non lo sfruttiamo per cose giuste,nessuno si sarà mai sognato di leggere codeste frasi, nessuno si sarebbe mai sognato che invece di farsi un giro nei siti che creano dipendenza, leggere questi brani, a me non tanto importa perché io la cosa giusta la sto facendo, quella di crescere con le parole dei grandi. A voi che leggete questo brano, vi dico, bravi e anche grazie,grazie perché chi legge queste parole sicuramente segue il pensiero di RFK e se lo segue contribuisce a migliorare questa società.
    Un saluto =)


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