26
Mar
11

I LIMITI DELLO SVILUPPO

Esistono ancora italiani illustri, di cui poter andare orgogliosi? Credo che siano veramente pochi, i più sono scomparsi da anni.

Uno di questi è stato senza dubbio AURELIO PECCEI (1908-1984), torinese,  manager della FIAT in America Latina e poi AD della Olivetti, conosciuto in tutto il mondo, tra i primi a porre il problema del ritmo incontrollato di crescita del pianeta. Per questo fondò, nel 1968, in piena Guerra Fredda, il CLUB DI ROMA, coinvolgendo scienziati di tutto il mondo e soprattutto del MIT di Boston, che avevano ideato strumenti matematici e calcoli computerizzati in grado di considerare  numerose variabili. Il risultato fu un libro, I LIMITI DELLO SVILUPPO (1972),  che è ancor oggi considerato la base di tutti i successivi testi ecologisti e ambientalisti. Criticato dai sostenitori dello sviluppo “illimitato”, i quali hanno anche scritto grossolane falsità che ancora oggi si possono leggere su numerosi siti internet e riviste internazionali, nel 2004 lo studio è stato aggiornato dagli stessi Autori e pubblicato in Italia da Mondadori con il titolo “I LIMITI DELLO SVILUPPO: 30 ANNI DOPO“. Il confronto con l’edizione del 1972, conferma le previsioni di quello che allora venne indicato come lo “scenario standard“, cioè il progressivo esaurimento delle risorse del pianeta entro questo secolo. La lungimiranza  e la visione globale del futuro di Peccei (in un’epoca in cui internet era ancora di là da venire, e il termine globalizzazione era del tutto sconosciuto)  stupiscono ancor oggi il lettore dell’Introduzione che Peccei scrisse per I Limiti dello Sviluppo (cliccare su:

I LIMITI DELLO SVILUPPO_1972_INTRODUZIONE DI AURELIO PECCEI

Chi desidera verificare la validità delle previsioni contenute ne I limiti dello Sviluppo, a 30 anni dal 1972, può cliccare sul seguente file:

I LIMITI DELLO SVILUPPO_CONFRONTO DOPO TRENT’ANNI

Ma per chi avesse del tempo da dedicare ad una conferenza eccezionale, scritta in un linguaggio comprensibilissimo e piacevole,  tenuta dal professor Ugo Bardi, docente di chimica fisica presso l’Università di Firenze (www.ugobardi.blogspot.com ), che ha applicato alla storia della Caduta dell’Impero Romano , inteso come sistema ad elevata complessità e interdipendenza, le stesse variabili che potrebbero portare al “collasso” la civiltà attuale nel corso di questo secolo, probabilmente ne resterebbe affascinato come è accaduto a me, nel corso della preparazione di questo post. Cliccate sulla versione italiana o inglese della conferenza del Prof. Bardi:

UGO BARDI_IL PICCO DELLA CIVILTA’_LA CADUTA DELL’IMPERO ROMANO

UGO BARDI_PEAK CIVILIZATION_THE FALL OF ROMAN EMPIRE


0 Responses to “I LIMITI DELLO SVILUPPO”



  1. Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


Blog Stats

  • 42,910 hits