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IL CODICE DA VINCI

“Sophie si avvicinò ancora di più all’immagine. La donna alla destra di Gesù era giovane e aveva l’aspetto pio, un viso dall’espressione piena di discrezione, bellissimi capelli rossi e mani tranquillamente giunte. “Questa è la donna che da sola poteva far crollare la Chiesa”  “Chi è?”  chiese. “Quella donna, mia cara” rispose Teabing “è Maria Maddalena”. Tratto da: Dan Brown, Il Codice Da Vinci, Ed. italiana 2004

Leonardo Da Vinci, L'ultima cena (restaurata)

Ho letto, quando è stato pubblicato in Italia, il romanzo di Dan Brown, e alla fine ero convinto che l’Autore avesse rivelato verità storiche nascoste per secoli dalla Chiesa Cattolica.  Ovviamente la più sconvolgente  di queste “verità”  era che la figura alla destra di Gesù dipinta da Leonardo nell’Ultima Cena non rappresentava l’apostolo Giovanni, bensì Maria Maddalena, ritenuta la compagna di Gesù, che secondo la storia raccontata ne Il Codice da Vinci sarebbe in seguito fuggita in Francia con i figli nati da questa relazione e confluita nella dinastia francese dei Re Merovingi.

Antonio Allegri detto Correggio, San Giovanni Evangelista, Parma

In realtà il discepolo raffigurato da Leonardo è proprio San Giovanni, che viene sempre rappresentato nell’iconografia dell’epoca con tratti femminei.
A questo proposito chi volesse approfondire l’argomento non deve far altro che consultare il sito internet di Diego  Cuoghi riccamente illustrato  e documentato (oltre che ironico: Maddalena? No, si sbaglia, sono Giovanni! ). Clic su:  www.diegocuoghi.com/maddalena/
Anche Umberto Eco si è occupato del libro di Dan Brown, evidenziandone le somiglianze con il suo IL PENDOLO DI FOUCAULT (Bompiani, 1988).  Già in questa sua opera, a pag. 491, Eco scriveva:
 
“Un complotto, se complotto dev’essere, è segreto. Ci dev’essere un se­greto conoscendo il quale noi non saremmo più frustrati, perché o sa­rebbe il segreto che ci porta alla salvezza o il conoscere il segreto si iden­tificherebbe con la salvezza. Esiste un segreto così luminoso? Certo, a patto di non conoscerlo mai. Svelato, non potrebbe che delu­derci. Non mi aveva parlato Agliè della tensione verso il mistero, che agi­tava l’epoca degli Antonini? Eppure era appena arrivato qualcuno che si era dichiarato il figlio di Dio, il figlio di Dio che si fa carne, e redime i peccati del mondo. Era un mistero da poco? E prometteva la salvezza a tutti, bastava amare il prossimo loro. Era un segreto da nulla? E lasciava in legato che chiunque pronunciasse le parole giuste nel momento giusto poteva trasformare un pezzo di pane e mezzo bicchiere di vino nella carne e nel sangue del figlio di Dio, e nutrirsene. Era un enigma da buttar via? E induceva i padri della chiesa a  congetturare, e poi a dichiarare, che Dio fosse e Uno e Trino e che lo Spirito procedesse dal Padre e dal Fi­glio, ma non il Figlio dal Padre e dallo Spirito. Era una formuletta per gli Ilici? Eppure quelli, che avevano ormai la salvezza a portata di mano – do it yourself – niente. La rivelazione è tutta qui? Che banalità: e via a girare isterici con le loro liburne per tutto il Mediterraneo a cercare un altro sa­pere perduto, di cui quei dogmi da trenta denari fossero solo il velo su­perficiale, la parabola per i poveri di spirito, il geroglifico allusivo, la strizzata d’occhi agli Pneumatici. Il mistero trinitario? Troppo facile, ci dev’essere qualcosa d’altro sotto. C’era un tale, forse Rubinstein, che quando gli avevano chiesto se credeva in Dio aveva risposto: “Oh no, io credo…in qualcosa di molto più grande…”  Ma c’era un altro (forse Chesterton?) che aveva detto: da quando gli uomini non credono più in Dio, non è che non credano più a nulla, credono a tutto.”
 
Altri approfondimenti su Umberto Eco vs Dan Brown :  
ENGLISH ARTICLE :    QUESTIONS FOR UMBERTO ECO TRADUZIONE ITALIANA Intervista a Umberto Eco

2 Responses to “IL CODICE DA VINCI”


  1. 1 Elisa R.
    24 marzo 2011 alle 11:03

    Opinioni discordanti su un dibattito sempe attuale. Grazie a Dan Brown, milioni di ragazzi si sono avvicinati alla lettura di problemi teologici miscelati in un avvincente thriller. Qui non è importante aver ragione, ma quantomeno riuscire a coinvolgere lettori stanchi e annoiati dai soliti romanzi scontati!

  2. 2 Flavia
    3 aprile 2011 alle 20:51

    Oltre le polemiche e le verità rimane la poesia dell’ultimo indovinello:
    “Il Santo Graal sotto l’antica Roslin aspetta
    calice e lama sorvegliano l’eletta
    che adorna d’opre di artisti incantati
    riposa infine sotto cieli stellati”

    Grazie zio per averci regalato questo libro!!!


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